I rubini sono pietre tra le più popolari nel mondo della gioielleria. Il colore rosso con tutte le sue sfumature lo hanno reso una gemma motlo richiesta. Il rubino è una pietra preziosa di estremo valore, paragonabile a quello quello dei diamanti.

Personalmente è una delle pietre che più mi affascinano. Alcuni mesi fa, in Thailandia, ho avuto di acquistare 3 splendi rubini birmani.

In questo articolo ti spiego perchè i rubini sono pietre costose, dove si trovano e tanto altro. Iniziamo subito dando un po’ di numeri sui prezzi!

 

Quanto costa un rubino?

  • Prezzo massimo:  può arrivare anche a 100.000 € per carato
  • Pulito e in vendita al dettaglio:  tra i 1.000 ed i 3.000 € al carato (per pietre di dimensione tra 0,5 ed 1 carato)
  • Criteri di valutazione:  le famose 4C: Colore, Chiarezza, Taglio e Peso in carati hanno tutti un impatto importante sul valore delle pietre rubini.

 

Si, non mi sto ripetendo: anche per sapere quanto costa un rubino ci si affida alle 4 C. Ne abbiamo già parlato nell’articolo Come riconoscere un diamante.

I rubini sono la varietà più preziosa di pietre della famiglia minerale classificata col nome corindone. Le pietre di grandi dimensioni e qualità gemmologica possono arrivare ad essere anche più preziose dei diamanti di dimensioni simili e sono certamente più rari.

In natura c’è un numero relativamente abbondante di zaffiri blu più piccoli, da 1 a 3 carati, se paragonato alla scarsità di piccole pietre di rubini di qualità gemmologica. Di conseguenza, anche queste pietre piccole hanno un valore relativamente alto.

Anna Miller e John Sinkankas nel loro libro Standard Catalog of Gem Values 2nd Ed. elencano una vasta gamma di prezzi all’ingrosso per i rubini tagliati per uso gemmologico. I prezzi dipendono dall’origine, dal colore, dalla dimensione e dalla purezza: da un minimo di 80€ a 15.000€ al carato.

I rubini birmani (dal luogo di provenienza che coincide con l’attuale Myanmar) in pezzature da mezzo a 1 carato, con un colore rosso leggermente violaceo e inclusioni leggere vanno dai 300 ai 3.000€ al carato.

Una recente indagine sui prezzi di mercato effettuato dall’International Gem Society riporta che le gemme pulite (da inclusioni) e di alta qualità nella gamma da 1/2 a 1 carato vengono vendute al dettaglio con prezzi oscillanti tra i 1.000 ed i 3.000€ al carato.

La stragrande maggioranza dei rubini viene tagliato nel paese di origine. Il rubino grezzo di alta qualità viene strettamente controllato e raramente si trova presso tagliatori non autorizzati.

Occasionalmente, i rubini tagliati nel paese di origine vengono tagliati nuovamente presso centri specializzati in modo da produrne un numero maggiore. Questa pratica viene attuata su pietre di dimensioni superiori al carato. Ci si guadagna di più a vendere due pietre piccole che una grande (oviamente studiando bene il tutto prima!)

 

Rubini, caratteristiche chimico fisiche delle pietre

  • Nome: Rubino
  • Nome minerale: Corindone
  • Colori: Tutte le varietà di rosso, da rosato, violaceo, arancio, brunastro, rosso scuro.
  • Cristallografia: Esagonale
  • Indice di rifrazione: 1,757-1,779
  • Durezza: 9
  • Peso specifico: 3.99-4.1, di solito vicino a 4
  • Birifrangenza: 0,008-0,009
  • Dispersione: 0.018
  • Luminescenza: Le pietre del Myanmar hanno una fluorescenza intensa, rossa, in SW, LW e raggi X. La fluorescenza rossa non è, tuttavia, diagnostica del paese di origine o dell’origine naturale. Il rubino tailandese presenta fluorescenza rossa debole in LW, debole o nessuno in SW. Il rubino dello Sri Lanka ha una fluorescenza rosso-arancio intenso in LW, rosa (moderato) in SW.
  • Trattamenti tipici: Riempimento di fratture / cavità, trattamento termico, infusione / impregnazione, diffusione del reticolo
  • Trasparenza: da trasparente a opaco
  • Formula chimicha: Al 2 O 3   + Cr
  • Pleocroismo Forte: rosso violaceo / rosso aranciato.
  • Etimologia: Dal latino ruber per il rosso.

 

Rubini in gioielleria

Alcuni appunti sparsi e curiosità sul rubino.

Come detto i rubini sono pietre di colore rosso composte da un minerale chiamato corindone. Il colore rosso è dovuto a tracce di cromo. Tutte le altre varietà di colore di corindone sono indicate come zaffiro.

A seconda del contenuto di cromo e ferro, il rubino può avere una gamma di colori che va dal rosso rosato, violaceo, arancione sino al marroncino.

Il contenuto di tracce di minerali tende a variare con il luogo di formazione geologica che ha dato origine ai rubini pietre. Questo è il motivo per cui termini come “Burmese” (Myanmar) o “Tailandese” (Thailandia) sono talvolta usati per descrivere il colore delle pietre sulla base dell’origine. (Tuttavia, il colore è non sempre un’indicazione inequivocabile di origine).

 

Anello con Rubino

“Anello con Rubino” by bfishadow Licenza CC By 2.0

 

C’è una vecchia battuta sul rubino alquanto discutibile: se è un rubino o uno zaffiro rosa dipende dal fatto che tu sia l’acquirente o il venditore.

La maggior parte delle autorità ed istituti gemmologici prevede che si tratti di un rubino quando il colore della pietra è rosso scuro medio. Pietre dalla tonalità più leggere di questa vengono chiamate zaffiri rosa (che ti ricordo è sempre il minerale del rubino, il corindone). Però, non esiste un accordo o legislazione generale ed ufficiale su come identificare una la linea distintiva precisa tra rubini e zaffiri.

Rubini come pietre mitologiche?

Poche altre gemme sono circondate da mito, tradizione e romanticismo come i rubini! Una delle loro principali attrazioni è la presunta protezione dalla sfortuna e dalla malattia che si credeva offrissero ai loro fortunati proprietari.

Mentre la scienza della gemmologia si sviluppava ed introduceva nuovi strumenti di analisi, molti rubini storicamente importanti, come il famoso Ruby dei gioielli della corona britannica, grazie alle nuove procedure di analisi, si scoprì essere altre pietre rosse, il più delle volte spinelli rossi, ma non rubini!

Il rubino di alta qualità viene solitamente intagliato per i gioielli; diversamente, il rubino grezzo di bassa qualità viene utilizzato in grandi quantità per realizzare perline, sculture e altri oggetti ornamentali.

 

Identificazione delle caratteristiche

Rubino stella

Il colore generale può spesso, ma non sempre, offrire un indizio sull’origine di un rubino. Le pietre del Myanmar (ex Birmania) tendono ad avere colori rosso porpora. Le pietre tailandesi tendono ad apparire più rosso-bruno.

I rubini presentano fluorescenza in luce ultravioletta ad onde lunghe e corte. Questa proprietà può anche essere usata spesso per aiutare a identificare l’origine geografica di una pietra. I rubini del Myanmar spesso hanno una fluorescenza così forte che l’effetto è evidente anche alla luce del sole. Sembrano letteralmente brillare e sono molto ammirati. Le pietre tailandesi generalmente non hanno questa proprietà.

Rubini e zaffiri possono visualizzare asterismi o “effetto stella” come conseguenza della presenza di inclusioni di rutilo nella struttura cristallina esagonale di un rubino. Se questo rutilo è sufficientemente abbondante e ben posizionato, un taglio cabochon adeguato può dare origine a straordinari rubini stella.

Oggi ci sono processi di riscaldamento e diffusione che possono aumentare il contenuto di rutilo e migliorare tali gemme.

 

 

Rubini pietre Sintetiche

Le pietre preziose derivate dal corindone, sia rubini che zaffiri, furono create in laboratorio (sintetizzate) per la prima volta all’inizio del 1900 con un semplice processo di fusione a fiamma.

Molti gioiellieri e gemmologi hanno avuto il compito spiacevole di dire agli orgogliosi eredi di anelli o spille con rubini delle loro nonne che, in realtà, contenevano pietre di fusione a fiamma con un valore più sentimentale che commerciale!

Negli ultimi anni sono stati sviluppati processi di sintesi più complessi. Questi simulano così fedelmente le condizioni di formazione naturali che i colori e le inclusioni uniformi appaiono estremamente naturali.

Tali pietre sono difficili da riconoscere per tutti tranne che per i professionisti più qualificati e che abbiano a disposizione i giusti strumenti.

 

 

Rubini pietre naturali e trattamenti

Quando si parla di interventi fisici per migliorare l’aspetto, i rubini hanno un bel po’ da raccontare!  A meno che il venditore non specifichi espressamente che la pietra non è riscaldata, è necessario presumere che sia stata utilizzato una sorta di trattamento termico. Molti vengono riscaldati.

Perchè scaldare un rubino?

Di solito il riscaldamento ad alta temperatura e il raffreddamento controllato sono fatti per schiarire le pietre.

Questo processo dissolve l’effetto seta dovuto ad inclusioni di rutilo, e può anche migliorare il tono e la saturazione del colore rosso.

Tali trattamenti possono essere rilevati solo in pietre le cui inclusioni residue mostrino segni di stress da calore. Le pietre pulite alla perfezione non daranno indizi e non se ne potrà verificare se il colore sia veramente naturale.

Generalmente, il semplice riscaldamento, essendo stabile e indistinguibile dai processi di riscaldamento naturali, è accettabile, purché se dia indicazione!

Per questo motivo, il riscaldamento non riduce radicalmente il valore dei rubini come pietre preziose. Questo non è il caso di altri trattamenti più recenti, come la colorazione a diffusione o il riempimento con polimeri o vetro al piombo.

 

Dove si trovano i rubini?

Sebbene l’Asia sia stata storicamente il maggior produttore di rubini pietre prezione, ci sono molte altre località dove vengono estratti tra cui gli Stati Uniti, l’Australia e, più recentemente, l’Africa. L’origine influisce sicuramente sul valore dei rubini.

Le pietre dal Myanmar generalmente hanno prezzi più alti.

Hanno l’ambita colorazione, quasi perfetta, conosciuta come “rosso sangue di piccione“, che è un rosso leggermente violaceo con una saturazione vivida e un tono scuro. Hanno anche una fluorescenza rossa estrema.

 

rubino mogok Myanmar

Rubino Birmano

Un’area mineraria nella regione di Mogok, in Myanmar, è la fonte primaria dei rubini di qualità gemmologica. Questo giacimento leggendario è noto da oltre 1.000 anni. Proprio da Mogok arrivano alcune delle migliori pietre preziose di rubini mai trovate.

I rubini delle pietre di Mogok mantengono il colore praticamente in qualsiasi condizione di illuminazione, il che contribuisce alla forte richiesta di queste pietre di ottima qualità in gemmologia.

La forma del rubino Mogok genera di solito pietre ben proporzionate. Oltre alle pietre sfaccettate, Mogok produce anche i migliori rubini stella al mondo.

 

I rubini le pietre di Möng Hsu

Alla fine degli anni ’90, i rubini di qualità gemmologica iniziarono ad apparire in sempre maggior quantità dalla regione di Möng Hsu in Myanmar.

I rubini di Möng Hsu sono pietre ricche di rosso fluorescente e si distinguono facilmente per il loro nucleo scuro. Le pietre preziose provenienti da questa zona sono state spesso trattate a temperature molto elevate per migliorarne il colore.

Mentre il trattamento termico convenzionale è una pratica accettata nel commercio dei rubini, il livello di calore applicato ai rubini di Möng Hsu per migliorarne il colore hanno portato ad alcune polemiche nel settore.

Le preoccupazioni sono state sollevate non solo per quanto riguarda il trattamento termico in generale, ma anche per capire se i rubini di Möng Hsu dovrebbero essere distinti dagli altri rubini del Myanmar. Non c’è ancora accordo su questo argomento.

 

I rubini di Nanyazeik

I rubini hanno iniziato ad arrivare anche da Nanyazeik nello stato di Kachin in Myanmar. È troppo presto per capire se Nanyazeik diventerà una fonte importante.

 

Il rubino dello Sri Lanka

Quando si parla delle migliori zone al mondo come fonti di rubini, pietre di indiscussa qualità sono state trovate in Sri Lanka.

I rubini rossi dello Sri Lanka di prima scelta sono praticamente indistinguibili dai loro fratelli provenienti da Mogok. Tuttavia la maggior parte presenta un colore che tende al viola o al rosa.

Come con gli zaffiri dello Sri Lanka, il colore si accumula in grandi pietre. Si trovano frequentemente anche pietre da 4 o 5 carati.

A causa della forma bi-piramidale della pietra grezza, molte pietre vengono tagliate con padiglioni profondi.

Il rubino dello Sri Lanka è fortemente fluorescente e le pietre stellari sono molto comuni.

 

I rubini del Madagascar

Conosciuto in tempi antichi come l’isola del berilio (minerale da sono costituiti gli smeraldi e le acque marine), Il Madagascar è stato a lungo considerato un paradiso mineralogico. E’ ancora noto per la sua abbondanza di pietre preziose.

Il Madagascar produce principalmente zaffiri blu e rosa pregiati. Sono stati anche scoperti due importanti depositi di rubini.

Il primo è approssimativamente 1030 km nell’entroterra dalla città costiera di Vatomandry. Il secondo è circa 45 – 70 km dalla città di Andilamena.

Si dice che la zona di Vatomandry produca pietre di migliore qualità, essendo più leggera e luminosa (ricorda i rubini birmani).

Le pietre provenienti dalla zona di Andilamena sono leggermente più scure e non altrettanto pulite.

L’effetto seta dovuta al Rutilio che si trova in alcuni pezzi suggerisce che potrebbero trovarsi anche pietre stellate.

Gran parte del materiale di entrambi i depositi è trattato termicamente.

 

Rubini: pietre del Kenya e della Tanzania

Le pietre del Kenya e della Tanzania sono magnifiche quando sono pulite, ma il materiale adatto al taglio è raro.

Come in Birmania (Myanmar), gran parte di questo materiale è fortemente fluorescente. A partire dalla metà degli anni 90, le miniere vicino Songea cominciarono a produrre materiale di colore scuro, con tonalità tendenti all’arancione.

Nonostante questo materiale sia tecnicamente un rubino, l’utilizzo è molto marginale a causa del suo alto contenuto di ferro.

 

Rubini dell’Afghanistan

Il deposito di Jegdalek in Afghanistan ha prodotto rubini paragonabili alle belle pietre Mogok, ma le pietre adatte al taglio sono scarsamente disponibili.

Simile ai rubini vietnamiti, molte di queste pietre contengono piccole aree di colore blu. Sono anche fortemente fluorescenti. In questa zona non vengono prodotti rubini stellati.

 

Rubini: pietre della Thailandia e della Cambogia

La caratteristica principale dei rubini Thailandesi e Cambogiani è la loro alta purezza. Tuttavia le forme piatte di cristallo generalmente danno pietre non troppo perfette.

A causa di un alto contenuto di ferro, che attenua la fluorescenza, la maggior parte di questi rubini tende ad avere un colore rosso granato.

Queste pietre hanno una totale mancanza di inclusioni effetto seta che diffondono la luce, quindi è dificile trovare pietre stellate.

Nei rubini thailandesi e cambogiani, solo le sfaccettature in cui la luce è totalmente riflessa internamente appaiono di un rosso intenso. Gli altri appaiono nerastri, come nei granati rossi.

Le pietre tailandesi sono in realtà meno viola della maggior parte dei rubini del Myanmar. Inoltre i rubini Birmani appaiono rossi su tutta la pietra.

Con il calo della produzione di rubini del Myanmar durante il periodo dal 1962 al 1990, il mercato internazionale si è rivolto con maggior attenzione ai rubini thailandesi e rubini cambogiani.

Alcune persone li preferiscono ma in realtà i rubini thailandesi e cambogiani sono accettabili solo quando non è disponibile materiale di buona qualità proveniente dalle miniere di rubini più famose del Myanmar.

Oggi, la produzione di pietre rubini dalla Thailandia è quasi zero e dalla Cambogia è trascurabile. Occasionalmente si possono sentire affermazioni su come le pietre cambogiane siano superiori a quelle provenienti da oltre confine in Thailandia. Tuttavia, tieni presente che essenzialmente c’è un solo deposito di rubini pietre e si trova a cavallo del confine.

 

Rubini del Nepal

Il Nepal è una fonte relativamente nuova di rubini. Un pastore trovò un rubino sulle montagne negli anni ’80. La chiarezza delle pietre di rubini nepalesi è di solito abbastanza bassa.

Tipicamente, i cristalli nepalesi sono 5 carati o meno. Il colore è spesso pesantemente suddiviso in zone, dal rosso puro al rosso rosato-violaceo.

 

Rubino del Vietnam

Dal Vietnam si riportano importanti scoperte a nord di Hanoi nel 1983 e a Luc Yen nel 1987. Tra novembre 1989 e marzo 1990, più di 3 milioni di carati di rubini e zaffiri rosa sono stati estratti da un deposito vietnamita.

Si diffuse rapidamente nel mercato internazionale la voce che il colore del materiale migliore era paragonabile a quello del Myanmar. Tuttavia, a differenza delle pietre di Mogok, la chiarezza del rubino vietnamita è generalmennte inferiore, con poche gemme pulite.

La miglior qualità di rubino vietnamita si avvicina a Mogok, ma, dall’inizio degli anni ’90, la maggior parte delle pietre trovate tende al rosa.

 

Rubini pietre preziose

 

 

Rubini. Pietre famose.

  • Cathedrale St. Guy (Praga): 250 carati.
  • MuseoNarodni ( Praga ) : 27,11 carati ( Mynamar ).
  • Museo americano di storia naturale (New York): 100 carati (de Long star ruby).
  • British Museum of Natural History (Londra): cristallo rubino da 690 grammi (Myanmar).
  • Smithsonian Institution (Washington, DC): 138,7 carati Rosser Reeves stella rubino (rosso, Sri Lanka); 50,3-carati (rubino stella rosso-violetto, Sri Lanka); 33,8-carati (stella rossa, Sri Lanka).
  • Museo della contea di Los Angeles (Los Angeles): cristallo di Myanmar, 196,1 carati.
  • Gioielli della corona iraniana: fibbia fine di 84 carrozze con rubini Myanmar, fino a 11 carati.
  • I rubini storici includono: un greggio di Myanmar da 400 carati che ha prodotto gemme di 70 e 45 carati, un grezzo di 304 carati trovato nel 1890, il rubino di Chhatrapati Manik e il Peace Ruby di 43 carati.

 

Nomi commerciali dei rubini come pietre preziose

Si prega di notare che si tratta di termini descrittivi usati in ambito commerciale per identificare una varietà tipica di colore o provenienza.

  • Africano, di solito rosso orangish .
  • Beef Blood, leggermente più scuro dei rubini sangue di piccione.
  • Birmania o orientale, dal rosso al rosso leggermente violaceo con un tono medio scuro con vivida saturazione. ( Inoltre chiamato ” piccione ” rosso sangue “).
  • Ceylon o Sri Lanka, di tono più leggero, spesso più brillante del Myanmar o dei rubini tailandesi.
  • Francese o Ciliegia, colore leggermente più leggero dei rubini sangue di piccione.
  • Star Ruby, include pietre che sono troppo chiare o troppo viola per chiamare il rubino se trasparente.
  • Tailandese o siamese, rosso scuro a marrone o rosso porpora.
  • I corindoni a stella sintetici erano molto popolari negli anni ’50 con il marchio “Linde Stars” e sono ancora in produzione oggi.

Le gemme vendute come “Serengeti Rubies”, “River Rubies” e “Cape Rubies” potrebbero non essere dei veri rubini.

 

Durezza della pietra rubino e cura

La durezza del rubino è seconda solo al diamante, tra le gemme naturali. Questo lo rende una pietra adatta ai gioielli, molto pregiata e richiesta.

Naturalmente, una pietra con molte inclusioni o fratturata sarà più delicata. Per pietre ragionevolmente pulite, non sono necessarie particolari per la cura.

Tuttavia se su di un anello con rubino venisse montata una pietra molto fratturata, occorre prestare massima attenzione nell’utilizzo, al fine di evitare urti che potrebbero danneggiare irrimediabilmente la pietra.

 

Se vuoi approfondire lo studio dell’affascinate mondo delle pietre preziose, ti consiglio il libro Manuale di Gemmologia Hoepli della Hoepli.

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